Cenni storici

Un po´di storia sul prestito su pegno

Per raccontare la storia del prestito su pegno occorre tornare indietro nel tempo fino al Medioevo. È da lì che tutto incominciò…

XII secolo – nuova contabilità e prestiti ad altissimo interesse

A partire dal XII secolo, nelle città medievali si svilupparono operazioni finanziarie sempre più complesse. Si assistette a un boom dei mercanti, che operavano con la contabilità doppia, contratti di compravendita redatti da notai e cambiali. Entrarono in gioco le banche di cambio (precursori delle nostre banche). Nell´immagine, risalente al 1376, si vedono ad esempio due notai (in basso) mentre trascrivono le dichiarazioni del giudice.

La Chiesa proibiva la riscossione degli interessi, considerata una sorta di vendita del tempo, cosa che non poteva essere tollerata poiché il tempo apparteneva solo a Dio. Il fatto che non vi fossero interessi e commissioni è però un mito, così come l’affermazione che tutti i prestatori di denaro ebrei, ai quali non era vietato applicare interessi, fossero usurai.

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Di fatto, tuttavia, fino al XV secolo chi aveva bisogno di un prestito era costretto a rivolgersi a banchieri stranieri, che all’epoca arrivarono a monopolizzare il mercato del credito, essendo appunto vietato sia ai cristiani che ai musulmani concedere prestiti con interessi.

Inizialmente, questi prestatori di denaro erano gli unici a concedere piccoli prestiti al consumo, ma a poco a poco finirono per finanziare anche città, principi, papi e altre autorità pubbliche che si rivolgevano a loro perché erano gli unici a disporre di liquidità sufficiente per prestare ingenti somme di denaro.

D’altra parte, era usuale che i contadini, gli artigiani e i piccoli commercianti che ricorrevano al credito per far fronte a necessità impreviste o alla scarsità di prodotti agricoli fossero costretti a pagare interessi molto elevati, con tassi che variavano dal 30% al 200%, secondo gli storici.

1462 – I francescani e il primo "Mons Pietatis"

Inizialmente, coloro che si dedicarono con maggiore zelo ed energia alla lotta contro l’usura dell’epoca furono i frati francescani, la cui missione era quella di abbandonare la vita ritirata del convento per risolvere i problemi economici, e persino di sussistenza, dei cristiani e aiutare in modo pratico i più bisognosi.

Bernardino da Feltre assieme al suo confratello Barnaba da Terni promossero la creazione dei “Mons Pietatis”, istituzioni che prestavano denaro contante con garanzia di pegno, senza interessi ed esclusivamente a fini caritatevoli. Il primo banco dei pegni di questo tipo fu istituito nel 1462 a Perugia.

I fondi provenivano dalle elemosine dei fedeli e per questo i frati organizzavano processioni sensazionali per suscitare l’interesse della gente e spingerla a fare donazioni. L’obiettivo era quello di accumulare (o “ammontare”) una montagna di denaro o creare un fondo (o un monte) e poter così prestare piccole somme ai bisognosi, chiedendo il rimborso delle spese solo a coloro che potevano pagarle. In virtù del loro scopo caritatevole e religioso, della provenienza dei fondi (le elemosine o le raccolte) e per distinguerli da altre iniziative laiche precedenti, tali “monti” furono denominati “di Pietà”.

mons pietatis
„Mons Pietatis“

Con l’aiuto di benefattori, lasciti e anche fondi comunali, Bernardino da Feltre riuscì a raccogliere abbastanza denaro per avviare l’iniziativa. Fu stabilito uno statuto, fu assunto del personale e l’istituzione iniziò a funzionare. I primi istituti di credito con garanzia di pegno apparvero sempre più numerosi nel nord Italia verso la seconda metà del XV secolo. Successivamente, il prestito a basso tasso di interesse divenne la linea guida dell’Ordine francescano per il funzionamento dei Monti di Pietà e fu applicato uniformemente in tutte le sedi.

1515 – Legittimità del prestito con interessi

La pratica dimostrò che i “Mons” che avevano deciso di seguire rigidamente la regola del prestito gratuito, affidando esclusivamente il capitale iniziale alla generosità dei benefattori o dei potenti, non tardarono a chiudere i battenti o furono costretti a cambiare sistema e ad adottare la formula della riscossione di interessi minimi che consentissero la loro sopravvivenza istituzionale.

L’accesa disputa teologica, morale e giuridica con i frati domenicani sulla riscossione degli interessi fu definitivamente risolta con le decisioni del Concilio Lateranense V, iniziato nel 1512 da Giulio II e concluso nel 1517 da Leone X. Quest’ultimo, con la bolla “Inter Multiplices” del 1515, dopo aver confermato la condanna della Chiesa contro l’usura, approvò la legittimità del prestito con interessi, sostenendo la pratica ormai diffusa dei Monti di chiedere un interesse moderato purché fosse solo a titolo di rimborso delle spese.

Rechtmäßigkeit eines verzinslichen Darlehens

Il “Mons Pietatis” italiano si diffuse rapidamente in tutta Europa, acquisendo particolare radicamento nei paesi di confessione cattolica e nell’area mediterranea (Francia, Spagna, Portogallo, Prussia, Paesi Bassi, ecc. ), da dove si diffuse in tutta l’America centrale e meridionale, nel Nord Africa, nelle Filippine, in Giappone, in Indonesia e in altri Paesi.

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